La Metropolitana
di Naiche Di Salvo
Come ogni mattina sulla banchina della stazione attendevo la metro.
C'era molta gente, un gruppo di studenti stranieri, persone anziane, ragazzetti che andavano a scuola. Vedo avvicinarsi quattro ragazzette di circa quindici anni vestite in modo ordinario, ma i loro abiti erano sporchi. Questo particolare mi ha fatto subito pensare che fossero immigranti da paesi poveri, così ho fissato il mio sguardo su di loro per cercare di capire quali fossero le loro intenzioni.
La metro arriva, la gente si accalca sulle portiere e, ancora osservatrice, vedo gli occhi delle quattro ragazze muoversi velocissimi, scrutare ogni borsa, osservo, e le vedo mischiarsi con la gente che preme per entrare nei vagoni, osservo ancora, e vedo le loro mani muoversi velocemente sulle borse precedentemente analizzate.
Una signora anziana è loro vittima … decido d'intervenire!
- “Cosa stai facendo?” Dico ad una di loro tirandola per un braccio.
- “Niente” dice lei, girandosi di scatto.
Una persona nella calca si mette in fila proprio tra me e lei, mi distrae, un secondo dopo la scena si ripete, mani veloci, frugaci che cercano di rubare.
Intervengo ancora.
Questa volta
però la persona che si era messa precedentemente tra me e lei si gira.
E' UNA DI
LORO!!!
Non si era
messa li a caso, proteggeva la compagna.
Si gira e mi
minaccia mostrandomi una mano e mettendola sotto il mio mento.
Non mi curo di
lei, sono preoccupata per la signora anziana… ancora le mani frugano, ma
questa volta la signora si accorge che qualcosa non va, dice qualcosa
alla ragazzetta e si sposta.
E' salva!
Ora la mia
attenzione si sposta sulla ragazzetta che mi sta minacciando. La guardo
negli occhi, solo adesso prendo con serietà quello che sta facendo.
Mi minaccia,
lei!! Come si permette!?! Ladra, in torto e mi minaccia!
Continuiamo a
guardarci negli occhi e sento uscire da me una forza prevaricatrice che
l'avrebbe linciata.
Credo che abbia
percepito qualcosa, i suoi occhi non sono più altezzosi, ma indagano nei
miei per capire cosa sta avvenendo, abbassa un po' la sua mano e
indietreggia.
Incomincio a
sentirmi appagata: ha capito! Se solo osa un altro gesto intimidatorio
la distruggo!
La metro sta
per ripartire, DEVO prenderla, DEVO andare a lavoro e poi mi
rendo conto che le quattro ladruncole non salgono, se resto sola sulla
banchina rischio IO il linciaggio. Mi faccio spazio tra la gente e le
porte si chiudono dietro me.
Sento il cuore
battere forte, la rabbia salire per l'affronto subito, penso di aver
fatto poco, sicuramente le altre due avranno rubato e con la
riflessione comincia a crescere la paura di subire rivendicazioni, di
essere seguita o attesa l'indomani.
Penso e
ripenso, arriva la mia fermata, scendo e mi avvio verso l'ufficio,
cammino e cammino, i pensieri si accavallano, mi sembra inverosimile
quello che ho appena vissuto e … che dire di tutta la rabbia provata?
Incomincio a
sentire il peso dei cattivi sentimenti provati, di tutto il giudizio
espresso. Signore, Perdono!
A queste parole
seguono nuove riflessioni e rivivo alcuni momenti dell'accaduto: vedo la
ragazzina che si gira dopo averle strattonato il braccio, i suoi occhi
sono pieni di paura, sa che sta facendo una cosa sbagliata!
Poi vedo la
ragazzetta che mi ha minacciato e penso: “questo mostrare la mano in
segno di minaccia, da chi l'ha visto fare, da sua madre? da suo padre?
Quanta violenza c'è nella sua vita familiare? E quando ha indietreggiato,
ha riconosciuto in me quella violenza?”
La mia
richiesta di perdono ha permesso a Dio di farmi vedere l'altra faccia
della medaglia, non più la prevaricazione subita, ma la possibilità di
giustificare il “carnefice”.
Qual è la colpa
di quelle ragazze? Essere nate in una comunità dove vige la legge del
più forte, dove per mantenersi bisogna rubare, dove le donne sono
malmenate se non portano soldi in casa, questa è la loro colpa?
Ma, per evitare
altri taccheggi che bisogna fare? Una lotta contro questa gente? Non
farla entrare in Italia? Mandare via chi è già qui?
Ma questa
sarebbe una lotta contro una razza! Si può sterminare un popolo per
eliminare il problema? Mi viene in mente l'olocausto, l'odio, l'orgoglio
che ha generato, per non parlare del sangue innocente versato e
dell'azione di controllo a cui l'uomo si è sottoposto, sia esso vittima,
nel terrore dello sterminatore, che carnefice, nella tensione continua
di dover sopraffare.
Padre, AIUTO!
come vincere questa realtà!
A questa
preghiera nella mia mente sono giunti pensieri nuovi … “l'amore vince
ogni cosa, l'amore non fallisce mai”. Come è vero Padre!
Cacciare,
allontanare, perseguitare le persone fa crescere in noi solo odio e
rancore e dove sarebbe la gloria di tutto ciò? Non c'è gloria
nell'emarginare, solo guerra!
Padre aiutami
ad amare queste persone così come le ami Tu, ti prego invia i Tuoi
angeli nei loro accampamenti, affinché combattano per liberare i luoghi
celesti e fai sorgere altri intercessori in modo che queste persone
possano essere raggiunte dalla Tua Parola e lascino le loro vie per
seguire le Tue …grazie, Padre, perché so che hai udito la mia preghiera
e per fede posso già vedere la grande raccolta …
Naiche Di Salvo
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