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DA RELIGIONE A RELAZIONE
By Francesca Mongini
Nel 1974 ero una giovane donna
di 28 anni. Ero sposata, avevo una bambina di tre anni ed ero in attesa della
seconda figlia. In quel tempo desideravo tanto avere un po’ di pace interiore.
Il mio matrimonio
stava attraversando un periodo di crisi. Con mio marito non riuscivo ad avere un
dialogo costruttivo, che ci avrebbe permesso di superare reciproche
incomprensioni.
Dopo la nascita della prima figlia, il mio sistema nervoso, già fragile, peggiorò ulteriormente.
Il disagio e l’insoddisfazione crescevano sempre più. La mia fanciullezza e la
mia adolescenza erano state segnate da tanti eventi dolorosi; da ultimo, all’età
di venti anni, avevo subito un intervento al cuore molto rischioso.
Tutto ciò aveva contribuito alla formazione di un carattere alquanto duro e nello stesso tempo
insicuro. Ero un soggetto timido, ma mascheravo la mia timidezza con
l’aggressività: questo, peraltro, mi procurava molti problemi, specialmente nei
rapporti interpersonali. Insomma, non mi piacevo e molto spesso mi detestavo.
Ammiravo le persone tranquille e sicure di se stesse, almeno per quello che
appariva. Intanto io desideravo cambiare, ma purtroppo non ci riuscivo.
Un bel giorno, cominciai a notare un cambiamento buono, positivo, in mio marito. Gli chiesi
spiegazioni, ed egli mi disse che aveva cominciato a leggere la Bibbia ed a
frequentare una comunità cristiana evangelica. Attraverso tali contatti,
finalmente stava comprendendo che Gesù desiderava trasformare coloro che Lo
accettavano come personale Salvatore.
Si sviluppò in me la curiosità di conoscere di più sulla persona e divinità di Gesù.
Fino a quel momento ero stata soltanto una religiosa,
legata ai riti ed alle tradizioni. Qualche volta andavo in chiesa, recitavo
preghiere a memoria, senza comprenderne il significato, ed il risultato era zero.
Decisi così di frequentare con mio marito la stessa comunità evangelica, e cominciai a leggere
la Bibbia, in particolare i Vangeli. Compresi che dovevo cambiare il mio modo di
vivere, di pensare ed agire, come Gesù mi indicava nella Sua Parola. Questo
cambiamento però doveva cominciare col rinnovamento della mente e del cuore. In
tutto questo era implicata solo la mia volontà ed il desiderio di voler cambiare:
il resto sarebbe venuto con l’aiuto del Signore Gesù, mediante l’opera dello
Spirito Santo. Ogni giorno mi affidavo a Gesù, che avevo accettato nel mio cuore
come personale Salvatore, nella speranza che il giorno successivo sarebbe stato
migliore di quello precedente.
È difficile raccontare in poche righe tanti anni trascorsi tra gioie e dolori, ma oggi, a
distanza di 32 anni, posso testimoniare che la mia più grande ricchezza è aver
trovato un così grande tesoro. Il mio Gesù mi dà sempre coraggio, forza e,
quando serve, correzione. La correzione porta sofferenza, ma so che Egli mi ama
e desidera il mio bene: così ho accettato ed accetto con riverenza e
mansuetudine ogni Sua azione. Nel libro dei Proverbi, capitolo 3, versetti 11 e
12, troviamo scritto: “Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore,
non ti ripugni la sua riprensione; perché il Signore riprende colui che egli ama,
come un padre il figlio che gradisce”.
Per terminare, voglio affermare che la mia famiglia è stata grandemente benedetta, e nei
momenti difficili il Signore ci ha sempre sostenuto ed aiutato a mantenere salda
la nostra unione.
Ho imparato nel tempo a riposare nelle Sue promesse. Nel capitolo 29, versetti 11 e 12, del
libro del profeta Geremia, troviamo scritto: “Infatti, io so i pensieri che
medito per voi - dice il Signore - pensieri di pace e non di male, per darvi un
avvenire e una speranza. Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò.
Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore;
io mi lascerò trovare da voi - dice il Signore”.
Questa promessa è rivolta a tutti: io l’ho fatta “mia” in fede, e ne ho tratto molti benefici.
Voglio pertanto incoraggiare quelli che leggeranno questa mia testimonianza a
riceverla anch’essi nel proprio cuore.
Il Signore ci
benedica.
Francesca Mongini |