UNA VITA CAMBIATA
di Mario Persichetti
Questo è il racconto di una vita cambiata : la mia!
Tutto ha avuto inizio nel 1973. Il mio nome è Mario ed in quel tempo
avevo 35 anni, una bella moglie, due figlie meravigliose, una di 7 anni
e la seconda di un anno. Avevo una bella casa, un buon lavoro e godevo
di buona salute.
La mia vita religiosa? Secondo il mio pensiero: buona. Come molte
persone che dicono di essere buoni cristiani, non facevo male a nessuno,
non rubavo, mi facevo sempre il segno della croce ogni volta che passava
un carro funebre, andavo in chiesa regolarmente tutte le domeniche…insomma
pensavo anch'io di essere un buon cristiano. Non mi rendevo conto però,
che conoscevo il Signore solo per sentito dire e che non avevo alcuna
comunione intima e relazione personale con Lui.
L'unica cosa dolorosa era stata la morte di mio padre avvenuta
qualche tempo prima. Una morte straziante dovuta ad un tumore ai polmoni,
e che lo aveva tenuto per diverso tempo, molto sofferente in un letto
d'ospedale. Essendo molto affezionato a lui, la sua morte causò in me un
dolore così forte che pensavo non sarei mai riuscito a superare.
Poi, improvvisamente accadde qualcosa di spiacevole sul lavoro.
Infatti, fui vittima di molte ingiustizie da parte dei miei superiori.
Questa forse fu la goccia che mi fece cadere in una profonda depressione
(a quel tempo diagnosticata come “forte esaurimento nervoso”).
Cominciai a soffrire d'insonnia : ogni notte all'una mi svegliavo e
non riuscivo più a dormire. Il dottore iniziò a prescrivermi dei
calmanti che ben presto divennero sempre più forti, ma l'insonnia
rimaneva come all'inizio. Per di più, esami radiologici fatti mostrarono
che mi era venuta una piccola ulcera allo stomaco.
Cominciai ad assentarmi dal lavoro e passavo le giornate seduto su
una poltrona senza fare niente. La cosa peggiore era la mia testa : era
come se mi trovassi in un labirinto. L'unico pensiero che avevo era che
non sarei mai uscito fuori da questa situazione. Ricordo che mia moglie,
per scuotermi, mi diceva che avendo due bambine piccole dovevo muovermi
altrimenti non saremmo più potuti andare avanti così. Io avrei voluto,
ma proprio non ce la facevo (sono certo che coloro che soffrono o hanno
sofferto di depressione comprendono benissimo ciò che sto dicendo).
Le visite da specialisti si susseguivano : neurologo, psicologo e
così via, tutte senza risultati apprezzabili. La notte dormivo poco o
niente e durante il giorno, per un mese intero rimasi seduto
abulicamente su una poltrona, senza alcuna minima reazione!
Ah, dimenticavo! In quel tempo, mia sorella, che viveva in America,
mi scriveva e mi incoraggiava dicendomi che avevo bisogno di rivolgermi
a Dio, perché Lui mi amava e aveva dato la vita del proprio Figliolo
Gesù Cristo per me. E mi diceva che Gesù ha sparso il Suo Sangue alla
Croce dove ha preso il mio posto e ha dato la Sua vita per il perdono
dei miei peccati…che a Lui nulla e' impossibile e perciò poteva guarirmi,
e che avrei dovuto pentirmi dei miei peccati ed accettare il Suo perdono
per l'opera compiuta alla Croce. Insomma avrei dovuto accettarLo nel mio
cuore, come il mio Signore e Salvatore personale!
Logicamente, in quel tempo non comprendevo molto bene ciò che mi
diceva ma la mia risposta orgogliosa era sempre la stessa : il mio Dio è
uguale al tuo, non vedo che cosa cambia fare quello che mi dici.
Nel frattempo però, c'era un verso del Vangelo che avevo letto e
questo mi ritornava sempre in mente. Erano le parole di Gesù che diceva:
“Venite a me, voi tutti che siete
affaticati e oppressi, e io vi darò riposo…..” (Matteo
11:28).
Queste parole proprio non riuscivo a dimenticarle!
Così una sera, dopo essere tornato dalla visita da uno psichiatra,
senza aver risolto nulla (e devo dire, senza offesa, che quell'uomo
sembrava più svanito di testa di me), decisi di rivolgermi al Signore.
Chiuso nella mia camera, cominciai a piangere a dirotto e inginocchiato
davanti a Lui, Lo invocai con tutto il mio cuore.
“Signore, non n ce la faccio più. Ti chiedo perdono dei miei peccati e Ti
chiedo di aiutarmi. Solo Tu lo puoi fare!”. Non so se erano proprio
queste le parole ma il significato era questo.
Quella notte, per la prima volta dopo tanto tempo, riuscii a dormire
senza prendere pillole. Dopo una settimana buttai via tutte le medicine
che mi avevano accompagnato fino ad allora.
Rifatti gli esami, la piccola ulcera non c'era più : sparita!
Dopo venti giorni tornai al lavoro ed a mia meraviglia fui trasferito in
un altro ufficio con responsabilità di capo e conseguente aumento di
stipendio.
In casa ora c'era la pace più completa, non più quella di prima ma
una pace diversa, quella che solo Dio può dare e che non dipende dagli
eventi o circostanze, ma solo dalla Sua conoscenza e dal fatto che Egli
ci ama e vive in noi, mediante il Suo Santo Spirito!
Ora sono passati più di trent'anni ed il Suo amore non ci ha mai
lasciati e siamo certi che mai ci lascerà. Ogni giorno abbiamo potuto
godere della Sua protezione e della Sua guida perché Egli è fedele alla
Sua parola dove dice : “Tu, non temere, perché Io sono con te; non
ti smarrire, perché Io sono il tuo Dio; Io ti fortifico, Io ti soccorro,
Io ti sostengo con la destra della mia giustizia” (Isaia
41:10).
E l'Iddio che soccorre e sostiene è anche l'Iddio che dice :
“NULLA E' IMPOSSIBILE CON ME!”.
E qui c'è una cosa fondamentale che voglio dire, soprattutto ai molti
giovani che oggi vivono senza speranza, pieni di ferite e dolori nel
cuore, forse per non aver ricevuto amore dai propri genitori oppure
perché nella loro vita hanno subito solo abusi, maltrattamenti o
indifferenza : Dio vi ama !
Ma voglio rendere questa certezza più personale a te, che forse oggi
ti sei fermato a leggere questa mia piccola testimonianza.
Devi sapere che ogni persona nasce con un desiderio profondo nello
spirito ed è quello di amare ed essere amata. Purtroppo molti riempiono
questo vuoto con le cose sbagliate o andando nei posti sbagliati. Il
nostro Signore e Salvatore però, continua ad amarci e ci dice, “Io ti ho
riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio. Tu sei prezioso agli
occhi Miei ed Io ti amo!”.
Si, questa è la verità, Dio ti ama e vuole, non solo perdonare i tuoi
peccati, ma vuole darti anche la guarigione (sia fisica che emotiva).
Egli ha dato la cosa più preziosa che aveva, il Suo Figliuolo Gesù
Cristo, il “sacrificio perfetto” e l'Unico senza peccato, per redimerti,
non solo dai tuoi peccati ma anche dalle tue malattie.
Ed ora sta aspettando, a braccia aperte che tu accetti il Suo perdono ed
il Suo amore e gli doni il tuo cuore e invitandoLo a venire e vivere
nella tua vita. Io un giorno l'ho fatto e con me la mia famiglia e non
ce ne siamo mai pentiti. Per questo ti dico : non aspettare…..fallo ora
e vedrai che anche la tua vita sarà cambiata dalla Sua meravigliosa
presenza.
Il Signore ti benedica!
Giovanni 3:16 : “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo
(e perciò anche te) che ha dato il Suo
Unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca,
ma abbia vita eterna”.
Mario Persichetti |