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IL GIARDINO DEL SIGNORE
Dal Libro del Cantico dei Cantici (4:12-14): “O mia
sorella, o sposa mia, tu sei un giardino serrato, una sorgente chiusa, una fonte
sigillata. I tuoi germogli sono un giardino di melagrani e d’alberi di frutti
deliziosi, di piante di cipro e di nardo; di nardo e di croco, di canna odorosa
e di cinnamomo, e di ogni albero da incenso; di mirra e d’aloe, e di ogni più
squisito aroma”.
Gesù si rivolge alla Sua Chiesa, alla Sua Sposa,
esprimendo tutta la Sua dolcezza e tutta la Sua ammirazione. Un “giardino”: è
così che Gesù ci vede, in quanto noi facciamo parte della Sua Sposa. Egli,
venendo ad abitare nel nostro cuore, ha portato ogni sorta di beni: ha tolto
sterpaglie e radici velenose, e vi ha piantato fiori ed alberi fruttiferi. La
malvagità, l’insoddisfazione e la tristezza, le ha sostituite con la pace, la
gioia e la benedizione.
Ma, siamo noi custodi solerti ed attenti del nostro giardino?
Lo teniamo gelosamente serrato, come il nostro Signore vuole che sia?
Nel libro dei Proverbi (4:23) troviamo scritto: “Custodisci
il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della
vita”. Purtroppo qualche volta, incautamente, lo apriamo e vi lasciamo
entrare il nemico, il quale lo calpesta, rendendolo incolto ed arido.
Vi è ancora un altro episodio, descritto nel secondo Libro
dei Re (20:13-17): “Ezechia diede udienza agli ambasciatori, e mostrò loro le
stanze dov’erano tutte le sue cose preziose, l’argento, l’oro, gli aromi, gli
oli finissimi, il suo arsenale, e tutto quello che si trovava nei suoi magazzini;
non vi fu cosa, nel suo palazzo e in tutti i suoi domini, che Ezechia non
mostrasse loro. Allora il profeta Isaia andò dal re Ezechia, e gli disse: «Che
hanno detto quegli uomini? Da dove sono venuti?». Ezechia rispose: «Sono venuti
da un paese lontano, da Babilonia». Isaia disse: «Che hanno visto in casa tua?»
Ezechia rispose: «Hanno visto tutto quello che c’è in casa mia; non c’è nulla
nei miei tesori, che io non abbia mostrato loro». Allora Isaia disse ad Ezechia:
«Ascolta la parola del Signore: Ecco, verranno giorni in cui tutto quello che
c’è in casa tua e tutto quello che i tuoi padri hanno accumulato fino ad oggi
sarà trasportato a Babilonia e non ne rimarrà nulla, dice il Signore».
Questo Re, ingenuamente, mostrò i tesori ai nemici babilonesi
pensando che fossero suoi amici, ma s’ingannò. Dio, per mezzo del Profeta, gli
fece conoscere la sua disapprovazione e lo punì .
Stiamo attenti a non aprire il nostro
bel giardino al nemico delle anime nostre; stiamo attenti a non farci confondere,
come avvenne ad Ezechia, dalla gentilezza di chi ci avvicina e ci colma di
lusinghe, al solo scopo di propinarci cose che il nostro Signore non gradisce.
Satana è descritto come un angelo di luce: se viviamo il
nostro cristianesimo con superficialità, corriamo il rischio di non riconoscere
la sua astuzia. Solo una comunione costante con il nostro Signore ci fa
intendere ciò che è buono e ciò che è male.
Ancora la parola del Signore ci avverte, dicendo che Satana
viene per “rubare e distruggere” (Giovanni, 10:10). Che cosa viene a rubare ed a
distruggere, se non quelle cose preziose che il nostro Signore ha posto nel
nostro cuore? Com’è stato detto all’inizio, Dio, per la Sua grazia, ci ha donato
pace, gioia ed ogni sorta di beni spirituali. Quando tutto ciò viene a mancare,
sicuramente ci siamo allontanati dalla Sua presenza ed abbiamo aperto il nostro
cuore, mostrando i nostri tesori a Babilonia.
“O mia sorella o sposa mia, tu sei un giardino serrato,
una fonte sigillata”.
Facciamo sì che nel nostro giardino il Signore possa
sempre inebriarsi del profumo dei fiori e raccogliere meravigliosi frutti per la
Sua gloria.
Francesca Mongini | |