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IL SANGUE DELL’AGNELLO

Caino e Abele

La bontà e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si sono baciate” (Salmo 85:10).

Queste parole del salmista descrivono ciò che accadde al Calvario. La Croce infatti, fu contemporaneamente sia l’espressione del giudizio che della misericordia di Dio.

In Gesù, la propiziazione (cioè fare pace) fu compiuta in giustizia, perché il peccato fu giudicato, ed in misericordia in quanto il sacrificio di Gesù ci ha procurato il perdono.

Sin dalla Genesi, la storia di Caino e Abele ci mostra che il giudizio e la misericordia di Dio vanno di pari passo.

Nell’uccisione di Abele ad opera di Caino, vediamo il primo violento spargimento di sangue umano.

Quando consideriamo che la “Vita è nel Sangue”, è facile comprendere perché Gesù non sarebbe potuto morire in un altro modo (cioè senza spargimento del sangue). Molti oggi non accettano questa verità, perché non riescono a vedere come un Dio pieno di amore potesse permettere una morte così sanguinosa per il proprio Figlio.

Essi dicono che la morte di Gesù era sufficiente e perciò, non c’era bisogno dello spargimento del Suo sangue. Se però studiamo attentamente l’insegnamento che è trovato in Levitico, abbiamo la rivelazione che Dio non avrebbe accettato l’offerta di un sacrificio strangolato. Perché? Perché nello strangolamento non c’è spargimento di sangue.

Ci sono altri poi che dicono che solo il sacrificio di Gesù non è sufficiente per la remissione dei peccati; dobbiamo aggiungere anche i nostri sforzi. Queste persone credono che, in aggiunta al sangue, Dio richieda le nostre buone opere, le nostre penitenze o sofferenze corporali (anche auto-inflitte), per poter pagare il prezzo per i peccati che abbiamo commesso.

Purtroppo tutte queste cose non ci salvano. Noi facciamo le nostre buone opere perché siamo salvati, non per essere salvati. Le nostre buone opere provano che siamo stati salvati non solo dal castigo del peccato ma anche dal suo potere (Giacomo 2:20, 26).

Ma ritorniamo adesso, alla storia di Caino e Abele ed alle loro offerte. In esse troveremo le conseguenze del presentare a Dio un sacrificio senza sangue.

Genesi 4:1-13 : “Adamo conobbe Eva, sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: «Ho acquistato un uomo con l'aiuto del SIGNORE». Poi partorì ancora Abele, fratello di lui. Abele fu pastore di pecore; Caino lavoratore della terra. Avvenne, dopo qualche tempo, che Caino fece un'offerta di frutti della terra al SIGNORE. Abele offrì anch'egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il SIGNORE guardò con favore Abele e la sua offerta, ma non guardò con favore Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto. Il SIGNORE disse a Caino: «Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!»

E avvenne che quando furono nei campi, Caino si levò contro Abele suo fratello e l’uccise.

Il SIGNORE disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?» Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?» Il SIGNORE disse: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra.Ora tu sarai maledetto, scacciato lontano dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando coltiverai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti e tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra».

Caino disse al SIGNORE: «Il mio castigo è troppo grande perché io possa sopportarlo”.

Il male entrò nella prima famiglia della razza umana, quando Caino divenne invidioso del proprio fratello perché, quando lui portava a Dio un offerta di frutti della terra, il Signore non guardava con favore né lui né la sua offerta, mentre invece guardava con favore Abele e la propria offerta.

Stava forse facendo favoritismi Dio? No. Abele era accettato non per chi egli fosse, ma per l’offerta che portava. Dio non rigetta nessuno che ha fede nel Sangue dell’Agnello, per la remissione dei propri peccati. Entrambi i fratelli sapevano che tipo di sacrificio il Signore accettava, perché certamente i genitori avevano detto loro che Dio richiedeva un sacrificio di sangue per coprire il peccato.

Nel corso degli anni, probabilmente Caino e Abele avevano udito parlare di come Dio aveva coperto Adamo ed Eva con il sangue che era stato versato per avere la pelle dell’animale ucciso onde dare loro una copertura. E forse chissà, quelle pelli di animale erano ancora indossate dai propri genitori!

Forse Caino aveva respinto l’idea di un sacrificio di sangue, proprio come fanno molte persone oggi. Può darsi che nella sua mente, avesse un’immagine distorta di Dio, così come tanti hanno e che credono solo in un Dio di amore e grazia ma non in un Dio di giustizia e ira (quando si tratta di mancanza di pentimento per i peccati commessi).

Lo sapeva il Signore che Caino aveva un’errata percezione del Suo carattere quando gli offrì una seconda opportunità? Io penso di sì.

“Il SIGNORE disse a Caino: “Perché sei irritato? e perché hai il volto abbattuto? Se agisci bene, non rialzerai il volto? Ma se agisci male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desideri sono rivolti contro di te; ma tu dominalo!”(Genesi 4:6-7).

Qui Caino non aveva più scuse. La sua insistenza, nel volersi fare accettare secondo i propri termini e metodi, indica ribellione verso la via di Dio. Volendo fare le cose secondo la propria via, egli portò a Dio il frutto di ciò che era stato maledetto (Genesi 3:17-18). Di conseguenza, il peccato che “lo stava spiando alla porta”, trovò l’apertura che cercava e lo spirito d’inganno ed invidia entrò in Caino.

L’inganno lo convinse che Dio lo aveva rigettato. Nel dolore divenne arrabbiato. Poi l’ira verso Dio si manifestò, in invidia verso il fratello, che Dio aveva accettato. La rabbia ben presto si tramutò in odio, il quale nel momento opportuno lo guidò all’omicidio. Così Caino uccise suo fratello Abele.

L’ira acceca - L’invidia uccide

Lo spirito di Caino è ancora presente nella Chiesa. L’invidia è presente ed ancora uccide. La calunnia, il pettegolezzo, la malizia, la competizione, le punzecchiature……sono tutte cose che minano e tolgono la vita; debilitano il Corpo di Cristo che viene così a mancare della potenza e dell’autorità necessarie per affrontare il nemico su larga scala. L’invidia ostacola l’unità, allontanando il risveglio.

Il libro dei Numeri (capitolo 12) narra la storia di Maria, che coltivò nel proprio cuore questo tipo di attitudine verso il proprio fratello Mosè. La competizione e la gelosia furono la causa della lebbra che si attaccò al suo corpo. Maria fu isolata fuori dell’accampamento ed il cammino del popolo si arrestò fino a che essa non si pentì. La Bibbia dice: “…e il popolo non si mise in cammino finché Maria non fu riammessa nell'accampamento” (Numeri 12:15).

Giuda, nella sua epistola, parla di coloro che nella Chiesa cercano di indebolire la fede dei santi. Tra loro, egli cita quelli che si sono incamminati per la via di Caino, che parlano di cose che ignorano e cose che conoscono solo per istinto (Giuda 10-11). Questi sono coloro che rigettano il sangue e le cui opere sono dal maligno (1 Giovanni 3:12) come quelle di Caino, che offrì un sacrificio senza sangue e senza fede. Tutte le religioni senza sangue provengono dal maligno e coloro che non credono nel sangue di Cristo sono sotto inganno.

Si, il sacrificio di sangue è uno spettacolo ripugnante, ma così è pure il peccato. Rifiutare il sangue significa ignorare il peccato. Uno degli inganni più grandi viene dal credere alla bugia che ci fa dire: “Io sono una brava persona”. In altre parole : “Le mie opere sono sufficienti. Non ho bisogno di pentimento e non ho bisogno di un sacrificio di sangue”.

A Caino fu inflitta una punizione. Genesi 4:11-13 : “Ora tu sarai maledetto, scacciato lontano dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando coltiverai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti e tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra». Caino disse al SIGNORE: «Il mio castigo è troppo grande perché io possa sopportarlo”.

Lo spargimento di sangue innocente provoca la giustizia di Dio e porta una maledizione. La punizione di Caino fu l’allontanamento da Dio, l’isolamento, il vagabondaggio ed un misero raccolto del prodotto della terra. (Coloro che rigettano la provvidenza di Dio, soffriranno mancanze e se non si pentono, possono essere privati della vita eterna).

Quando Dio chiese a Caino, “Dov’è Abele?”, egli rispose, “Non lo so! Sono forse il guardiano di mio fratello?”. La parola ebraica per “guardiano” è “Shamar” che significa fiancheggiare, guardare, proteggere. Lo spirito di Caino nel Corpo di Cristo, rimuove la protezione intorno ad esso e molti periscono a causa di questa mancanza, proprio come Abele perì quando Caino abdicò dal suo ruolo di ”difensore” del fratello e prese quello di “assassino”.

Il sangue di Abele

Dio pronunciò una grande verità quando disse a Caino, “Che hai fatto? La VOCE del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra” (Genesi 4:10).

Il sangue è sacro a Dio, perché in esso c’è la Vita. Il sangue innocente di Abele fu il primo ad essere sparso ingiustamente e gridò per vendetta. Dio – nella Sua giustizia – portò giudizio su Caino. E Dio vendicherà il sangue di coloro che sono morti a causa di violenza. Quel sangue grida dalla terra.

“Quando l'Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l'altare le anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che gli avevano resa. Essi gridarono a gran voce: «Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero, per fare giustizia e vendicare il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra?” (Apocalisse 6:9-10).

Se Dio risponde al grido del sangue umano, quanto più volgerà il Suo orecchio ad un altro sangue che -- dalla terra, “….parla meglio del sangue d'Abele”? (Ebrei 12:24).

Il sangue di Gesù grida per misericordia. Il sangue di Abele chiamò vendetta e portò giudizio su Caino, ma il sangue di Gesù grida per misericordia, portando salvezza e giustificazione a coloro che si pentono e lo accettano. La misericordia è meglio della vendetta.

Gesù fu ucciso violentemente ed ingiustamente. E noi ci chiediamo, come può il Suo sangue parlare di misericordia anziché di vendetta? Solo perché sulla Croce Egli disse, “Padre perdonali!”

Nella nostra identificazione con il Cristo sofferente, quando perdoniamo coloro che ci perseguitano o che ci insultano ingiustamente…allora il nostro “sangue” smetterà di gridare per avere vendetta e griderà per misericordia.

Io credo che Dio, nella Sua giustizia, ancora porterà vendetta (Egli ha detto : «A me la vendetta; io darò la retribuzione»), ma non nel modo che noi ci aspettiamo. Forse la Sua vendetta sarà di far stare i nostri nemici in pace con noi (“Quando il SIGNORE gradisce le vie di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici” Proverbi 16:7). In ogni caso, mi piace ciò che Iverna Thompkin, una grande insegnante biblica e donna di Dio ha detto : “Dio ti vendicherà quando tu non vuoi più essere vendicato”.

Il perdono è una delle armi più potenti che Dio ha affidato ai Suoi santi, nell’esercizio del ministero di riconciliazione. Quando, offesi e maltrattati ingiustamente, perdoniamo chi ci ha ferito, lo liberiamo dal nostro verdetto e permettiamo a Dio di trattarlo con misericordia e non giudizio, facilitando così la riconciliazione tra quella persona ed il Suo Redentore.

Veramente il Sangue di Gesù parla di cose migliori di quello di Abele!

Laura Pedota

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