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I BENEFICI DELLA CROCE

(Peccati ed iniquita')

Isaia 53:5: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è stato su di lui e per le Sue lividure noi abbiamo avuto guarigione”.

Questi sono solo alcuni dei benefici della Croce che il Signore Gesù ha provveduto per noi mediante il sacrificio della Sua morte al Calvario:

    1. Perdono dei peccati e vita eterna;
    2. Liberazione dalle nostre iniquità;
    3. Pace per la mente ed il cuore;
    4. Guarigione per il corpo.
  1. Ma perché il Signore Gesù “…fu trafitto a motivo delle nostre trasgressioni”?

E' la stessa Parola di Dio che ci dà la risposta. In Romani 3:10, 23 ci è detto che, “Non v'è alcun giusto, neppure uno…..…difatti, tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”.

Perciò, siccome per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v'è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato….” (5:12).

Ma iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi……….poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (5:12 e 6:23).

La legge di Dio richiedeva lo spargimento di sangue per il perdono dei peccati dell'uomo e perciò, ognuno di noi per poter essere perdonato dei propri peccati.sarebbe dovuto morire, perché questo è il salario del peccato. Ma Gesù, l'Unico senza peccato, prese il nostro posto e morì sulla Croce del Calvario, dando la Sua vita in sacrificio per noi.

In Levitico 17:11 l'Eterno dice che: “…… la vita della carne è nel sangue. Per questo vi ho ordinato di porlo sull'altare per fare l'espiazione per le vostre persone; perché il sangue è quello che fa l'espiazione, per mezzo della vita”.

La vita della carne è nel sangue! La scienza medica questo lo sa e sa che è vero. Senza sangue i nostri corpi non possono vivere. Una persona che perde troppo sangue inevitabilmente muore.

Ora, Parola di Dio dice anche che, “Secondo la legge, quasi ogni cosa è purificata con sangue; e, senza spargimento di sangue, non c'è perdono”.

Nell'Antico Testamento, proprio perché nessuno è senza peccato, Dio permise che i sacrifici di sangue di animali innocenti potessero essere usati come sostituti per la morte di coloro che avevano commesso il peccato.

Il giudizio di Dio sul peccato però non era cambiato. Il castigo della morte per il peccato doveva essere ancora pagato. Poi, nella pienezza dei tempi, Gesù è venuto ed Egli è stato l'adempimento dei sacrifici dell'Antico Testamento. Egli, l'Unico senza peccato, ha sparso il Suo Sangue alla Croce dove ha preso il nostro posto e ha dato la Sua vita per il perdono dei nostri peccati.

Il Suo sacrificio è stato il sacrificio perfetto e proprio per questo il Suo Sangue prezioso purifica e libera dal castigo per il peccato, cioè la morte, tutti coloro che Lo accettano e credono in Lui.

Quando noi ci pentiamo sinceramente dei nostri peccati, li confessiamo a Dio e chiediamo perdono per essi, la Sua Parola ci dice che siamo perdonati. : Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9).

Che cos'è vita eterna? E come possiamo avere certezza di vita eterna?

La prima risposta che viene alla nostra mente è . “vivere per sempre”. E questo è vero. Ma se noi vogliamo andare un po' più a fondo ed essere più precisi allora dobbiamo dire che la “vita eterna” non è la vita del “corpo fisico”, perché abbiamo questa vita solo fino a quando l'anima e lo spirito restano in esso e cioè fino alla morte. Non è questa quindi la vita eterna!

Quando avviene la morte naturale del corpo (che nessun uomo può evitare) è allora che avviene questa separazione dell'uomo interiore dal corpo fisico.

Giacomo 2:26 dice: “Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta”. Questo per quanto riguarda la morte del corpo fisico.

Ma per quanto riguarda la “morte spirituale” che cosa abbiamo da dire? Che cos'è la “morte spirituale”? E' la separazione da Dio dell'uomo spirituale (cioè la parte interiore, la parte più intima dell'uomo) a causa del peccato.

Isaia 59:2 :”….ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto”.

Così, se la “morte eterna” è la separazione eterna da Dio, la “vita eterna” è proprio l'opposto e cioè, “unione eterna con Dio”.

Il Signore Gesù dice : “Questa è la vita eterna: che conoscano Te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3).

Nel Giardino di Eden, il Signore, ordinò ad Adamo : “…..mangia pure da ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai” (Genesi 2:17). Ad Adamo era stata data vita eterna e se lui non avesse peccato certamente sarebbe vissuto per sempre. Ma lui peccò e perse la vita eterna.

Ora, in Genesi 5:5, è scritto che, “….tutto il tempo che Adamo visse fu di novecentotrent'anni; poi morì”. Questo significa, che nel giorno che peccò, lui non morì fisicamente ma fu solo la sua vita spirituale a morire.

La vita naturale dell'uomo può continuare ad esistere anche se quell'uomo è un peccatore e vive separato e lontano da Dio. Ma è solo in Dio e in “Colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo”, che gli uomini hanno vita eterna e l'essere separati da Lui significa perdere quella vita.

Ora, dal momento che è solo il peccato a separarci da Dio ed a causare la morte (spirituale), allora è solo il peccato (e cioè vivere in uno stato continuo di peccato) che può farci perdere la vita eterna.

Essa è la vita di Dio in noi ed è nostra solo quando dimoriamo in Cristo e nella Sua Parola : “Quanto a voi, ciò che avete udito fin dal principio rimanga in voi. Se quel che avete udito fin dal principio rimane in voi, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatta: la vita eterna” (1 Giovanni 2:24-25).

Il Signore è la nostra vita e noi l'abbiamo fino a quando abbiamo Lui e dimoriamo in Lui!

La Bibbia ci dice ancora che, l'uomo è considerato morto al peccato ed a satana quando è separato da essi e vive in unione con Dio. (“Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione” – Romani 8:10).

Viceversa, l'uomo è considerato morto a Dio quando è separato da Dio e vive nel peccato.

Perciò, per concludere, la vita eterna è l'unione eterna con Dio, non solo nel senso di esistenza eterna ma conoscenza eterna di Dio in perfetta comunione con Lui.

E questa vita noi la troviamo solo nel Figliuolo di Dio, il nostro Signore Gesù Cristo.

1 Giovanni 5:11-12 : E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita”.

  1. Cosa significa “….fiaccato a motivo delle nostre iniquità…”?

Per poter avere comprensione del suo significato, prima di tutto dobbiamo dire che cos'è “iniquità”. Il significato di questa parola è interessante.

L'iniquita' è una condizione del cuore, una tendenza interiore dell'uomo ad addolorare il cuore di Dio. Dio ha creato l'umanità allo scopo di avere una reciproca relazione d'amore con ciascuno di noi. Solo che voleva averla nei Suoi termini e nelle Sue condizioni. In fin dei conti Lui è DIO! Per questo ci ha lasciati liberi di decidere e scegliere se entrare in questa relazione oppure vivere secondo i nostri pensieri e le nostre vie, lontano da Lui.

Quando, nel Giardino di Eden, Adamo ed Eva, anziché seguire il comando (o se vogliamo consiglio) di Dio, scelsero di seguire i propri desideri riguardo al mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, entrarono nella disobbedienza (o ribellione).

Da quel momento questa tendenza alla ribellione è stata sempre con noi. In Geremia 17:9-10 è scritto : “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? «Io, il SIGNORE, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni”.

Il peccato ha le sue radici nella condizione d'iniquità/ribellione del cuore. Per questo possiamo dire che l'iniquità è la tendenza a peccare in una particolare area della nostra vita ed è sorta in noi come risultato dei peccati dei nostri progenitori.

Nella iniquità possiamo trovare :

  • Illegalità (cioè, essere senza o fuori dalla legge).
  • Malvagità (cattiveria morale e viziosa che causa problemi e/o dolori).
  • Ingiustizia (contraria alla giusta via; mancante della giusta posizione davanti a Dio).
  • Trasgressione (andare oltre i limiti prescritti; infrangere o muoversi fuori della legge di Dio).
  • Perversione (allontanarsi da ciò che è giusto e buono; opporsi o pervertire la via di Dio).

L'iniquità ci impedisce di ricevere da Dio e ci deruba dei doni redentivi e delle benedizioni più grandi, creando una barriera tra noi ed il nostro Signore .

“Ecco, la mano dell'Eterno non è troppo corta per salvar, né il Suo orecchio troppo duro per udire; ma sono le vostre iniquità quelle che hanno posto una barriera fra voi ed il vostro Dio” (Isaia 59:1-2).

Vi sono modelli comportamentali iniqui che tendono a ripresentarsi, generazione dopo generazione, nei membri di alcune famiglie, come ad esempio : alcoolismo, droga, divorzi, problemi sessuali di ogni genere, occultismo, stregoneria e così via., e questo rende le persone malate, infelici ed incapaci di godere della piena vita che il Signore vuole dare ai Suoi figli.

Quello che abbiamo elencato però, è solo una piccola parte delle possibili iniquità familiari che possono influenzare negativamente la vita delle persone e/o delle famiglie. Sarebbe necessario uno studio più particolareggiato e approfondito, che non è possibile fare in questa sede proprio per l'importanza e la vastità dell'argomento.

Ciò che invece possiamo dire è che ogni credente può appropriarsi della potenza e delle benedizioni di Dio per spezzare queste maledizioni nella propria linea generazionale.

Che cosa significa allora, “..fiaccato a motivo delle nostre iniquità”? Significa che Gesù sopportò il dolore fisico causato dal peso delle nostre iniquità. Fece questo affinché noi potessimo essere liberati dalla maledizione di avere la stessa debolezza (tendenza) verso il peccato, che ci viene dai nostri padri (o nostri progenitori).

E' interessante notare che, quando la Scrittura usa la parola “padri” (come in Esodo 20:5 “Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano”), il significato non include solo il padre attuale ma anche la madre, i nonni, i bisnonni e l'intera linea familiare. Tutte queste persone potrebbero aver contribuito all'iniquità ed al suo passaggio sui propri discendenti.

Un esempio di “peccati dei padri” che hanno conseguenze sui propri discendenti lo troviamo in Genesi, dal capitolo 15 al 21.

Nel capitolo 15, Dio appare ad Abramo e gli dice : “Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro: saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni; ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze. Quanto a te, te ne andrai in pace presso i tuoi padri e sarai sepolto dopo una prospera vecchiaia. Alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l'iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo” (15:13-16).

Leggendo poi dal capitolo 16 (v. 1 e 2) vediamo che ci è detto che : “….Sara, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli. Aveva una serva egiziana di nome Agar. Sara disse ad Abramo: «Ecco, il SIGNORE mi ha fatta sterile; ti prego, va' dalla mia serva; forse avrò figli da lei». E Abramo diede ascolto alla voce di Sara”.

Qui è interessante notare che, mentre nel capitolo 15, Dio condivide come i discendenti di Abramo saranno schiavi degli egiziani per 400 anni ….. immediatamente dopo ci è detto che Abramo aveva una serva egiziana (Agar), la quale fu maltrattata da lui e da Sara, sua moglie!

Infatti, questa donna, dapprima fu costretta ad avere rapporti con il suo padrone per dargli un figlio, poi fu maltrattata duramente da Sara, fino al punto che se ne fuggì via (16:5-6).

La Scrittura ci dice allora che Dio mandò un angelo per parlare ad Agar e farla tornare indietro da Sara.

Agar dette alla luce il figlio, Ismaele, quando Abramo aveva 86anni.

Tredici anni dopo, Dio apparve ad Abramo e fece un patto con lui, dicendogli che Sara avrebbe avuto un figlio e che quel figlio (non Ismaele) sarebbe stato la progenie che avrebbe ricevuto le promesse di Dio (17: 15-21).

Ora noi sappiamo, come ci è detto nel capitolo 16, che c'era molta tensione tra Sara ed Agar. Abramo aveva permesso che Sara fosse dura con la sua serva e non c'è ragione di credere che ciò fosse cambiato nel corso di quei 13 anni. Certamente saranno stati molto opprimenti per questa schiava egiziana.

Non è sorprendente allora, vedere che più tardi gli egiziani avranno il “permesso” di opprimere gli israeliti per 400 anni?

Circa un anno dopo Sara partorì un figliuolo, al quale fu posto il nome di Isacco (21:5). E qui la tensione tra Sara ed Agar aumentò a causa dei rispettivi figli : “Sara vide che il figlio partorito ad Abraamo da Agar, l'Egiziana, rideva; allora disse ad Abraamo: «Caccia via questa serva e suo figlio; perché il figlio di questa serva non dev'essere erede con mio figlio, con Isacco». La cosa dispiacque moltissimo ad Abraamo a motivo di suo figlio……così…….Abraamo si alzò la mattina di buon'ora, prese del pane e un otre d'acqua e li diede ad Agar, mettendoglieli sulle spalle con il bambino, e la mandò via. Lei se ne andò e vagava per il deserto di Beer-Sceb……” (21:9-11, 14).

Agar ed il bambino quasi morirono nel deserto, ed infatti sarebbero morti se non ci fosse stato l'intervento di Dio, il quale …. le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d'acqua e andò, riempì d'acqua l'otre e diede da bere al ragazzo” (21:19).

Domanda : cominciamo a vedere come si sviluppa tutto questo processo? Allora, nel capitolo 15, Dio profetizza ad Abramo riguardo ai propri discendenti dicendo che sarebbero stati in schiavitù ed oppressione per 400 anni. Immediatamente dopo, Abramo permette che la sua schiava egiziana fosse oppressa e maltrattata.

Andiamo avanti. Prima della fine del periodo di schiavitù gli egiziani provano ad uccidere i bambini israeliti proprio come il figlio di Agar, viene quasi ucciso. Poi, i discendenti di Abramo lasciano l'Egitto e vagano nel deserto per lungo tempo, proprio come Agar fu mandata nel deserto.

E' come se i figli d'Israele (i discendenti di Abramo) avessero dovuto rivivere, per generazioni, gli abusi che Agar (la schiava egiziana) aveva sofferto da parte di Abramo e Sara.

Io credo che questo è uno di quei casi, in cui i “peccati dei padri” hanno dato a satana il diritto legale di tormentare i discendenti di Abramo per 400 anni (o 10 generazioni). Se Dio ha permesso che questo principio spirituale operasse nel Suo popolo scelto, probabilmente permetterà anche che operi nella nostra vita.

C'è una buona notizia però ed è che Dio si mosse potentemente a loro favore per liberarli dall'oppressione causata dai peccati dei loro padri e nello stesso modo Egli si muove nelle nostre famiglie, anche oggi.

Noi possiamo appropriarci dei benefici della Croce avendo accesso al Sangue del Re (lo spargimento del sangue infatti è per la remissione dei peccati) e la maledizione può essere spezzata attraverso la potenza della Croce.

Fu sulla Croce che Gesù “….fu fiaccato a motivo delle nostre iniquità”, soddisfacendo completamente le richieste di giudizio di Dio, provvedendoci liberazione dalle maledizioni che originano dai peccati dei nostri padri, così come dalle nostre iniquità.

In Isaia, al capitolo 53, il profeta riferendosi a Gesù dice che Egli “…fu fiaccato a motivo delle nostre iniquità (verso 5)…….che il Signore ha fatto cadere su Lui l'iniquità di noi tutti (verso 6) e che, ….si caricherà Egli stesso della loro (nostra) iniquità (verso 11) “.

Il Signore Gesù ha preso su di Sé il castigo che doveva essere su di noi e ci ha liberati da quel castigo. Non dobbiamo più portare su noi quello che è stato posto su Lui, che è il nostro perfetto sostituto.

L'apostolo Pietro ci ricorda che Gesù ha pagato il prezzo affinché possiamo essere liberi dai peccati generazionali, trasmessi dai nostri progenitori. Infatti, in 1 Pietro 1:17-19 è scritto: “…comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno;sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia”.

L'opera di espiazione di Cristo alla Croce, non ha però alcun significato per noi se rifiutiamo la Sua liberazione o continuiamo a vivere volontariamente in uno stato di peccato.

Attraverso lo spargimento del Suo Sangue prezioso noi possiamo scambiare le nostre maledizioni nelle Sue benedizioni : il perdono e la purezza al posto della colpa; la salute al posto della malattia; la gioia al posto della tristezza; la nostra poverta' con le Sue ricchezze; la vita eterna al posto della morte.

Il Sangue di Cristo fa espiazione per i peccati generazionali e sostituisce la nostra linea di sangue. L'abbiamo detto, Dio stesso ha deciso che il Sangue senza peccato di Gesù possa sostituire il nostro sangue sporcato dal peccato. Dal momento che la legge richiedeva che ogni cosa fosse purificata con il sangue, Egli decise che il Sangue senza peccato di Gesù fosse sparso per tutti noi.

Per questo abbiamo bisogno di “appropriarci” per fede della Sua opera compiuta alla CroceCristo è morto sulla Croce con il Suo intero corpo, anima e spirito per redimere completamente gli uomini che sono sotto la maledizione della legge, divenendo Egli la risposta completa alle richieste di giudizio di Dio ed alla nostra impossibilità a soddisfarle. Egli solo ci può liberare.

E allora, cosa faremo noi ? Limiteremo il valore immenso della Sua espiazione al Calvario rifiutando di accettare i pieni benefici che ci vengono dalla Croce? Giammai!

Come credenti ci è stata data autorità spirituale per scacciare i nostri “spiriti familiari” e buttare giù le fortezze che essi hanno edificato in noi. Chuck Pierce, nel suo insegnamento su come spezzare le maledizioni, ci ha dato procedimenti importanti:

  • Il primo passo da fare è pentirsi per ogni peccato specifico commesso.
  • Segue l'identificare il peccato generazionale all'opera nella nostra famiglia e il perdonare i nostri antenati per aver portato il peccato nella nostra linea familiare.

    Il principio del perdono di Dio, così come il Suo diritto legale a perdonarci è stabilito attraverso la Croce. Ma sebbene il desiderio di Dio di perdonare il peccato sia centrato lì alla Croce, Egli richiede una condizione essenziale oltre al nostro pentimento e cioè, ci chiede di perdonare gli altri (coloro che ci hanno ferito o fatto del male). Se non riusciamo a perdonare gli altri non abbiamo il diritto legale di aspettarci che Egli possa perdonare noi. A volte fare questo può essere difficile e pieno di sofferenza, ma guardare alla Croce può darci la forza e la risoluzione per farlo.

    Gesù ha detto : “A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti” (Giovanni 20:23). Questo indica che la potenza di quel peccato non sarà rotta se noi non perdoniamo dal cuore.

  • Pentirsi poi per essere caduti in quel peccato nella nostra generazione (Ci appropriamo della potenza del Sangue di Cristo nella nostra linea di sangue dove quel peccato è stato commesso e spezziamo la potenza di quel peccato nella nostra generazione).
  • Infine, dal cuore, rinunciamo a quel peccato nella nostra linea familiare e questo rimuove il potere legale di satana.

Essendo noi stati liberati dalle nostre iniquità1, saranno esse punite sui nostri figli?

No. Dal momento che Dio ha perdonato le nostre iniquità, Egli si dimentica di esse e non le riporta più contro di noi o contro la nostra progenie.

1 Giovanni 1:9: “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità”.

Geremia 31:33-34: “…ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni», dice il SIGNORE:«io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: "Conoscete il SIGNORE!" poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande», dice il SIGNORE. «Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato”.

Michea 7:18-19: “Quale Dio è come te, che perdoni l'iniquità e passi sopra alla colpa del resto della tua eredità? Egli non serba la sua ira per sempre, perché si compiace di usare misericordia. Egli tornerà ad avere pietà di noi, metterà sotto i suoi piedi le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati”.

Mario Persichetti

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