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ALZATI E VIENI CON ME

Seconda Parte

Una meditazione da Cantico dei Cantici 2:8-14

“Il mio amico parla e mi dice: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni”

In un'altra versione questo versetto è tradotto così : “Il mio amante ha parlato e mi ha detto, “Alzati, mia cara, mia bella e vieni con me”,  mentre nella traduzione MESSAGE  lo stesso verso dice : Il mio amante è arrivato e mi sta parlando! Alzati, mia cara amica, mia bella, vieni a me”.

Allora, non è sufficiente solo “venire via”, ma è “venire A me” e venire CON me”. Il Signore sta dicendo, incontrami dove Io sono e vieni con Me dove Io voglio andare. Nel passato, la nostra relazione con Lui è stata : “Signore, vieni dove io sono. Signore, Tu vedi le mie circostanze, vieni qui, incontrami qui. Io ho bisogno di guarigione Signore, vieni a me”.

Ora il Signore sta dicendo, No, sono Io che dico a te, vieni a Me…..vieni con Me. Incontrami dove Io sono.  Dov'e' ora il Signore?   Egli e' seduto nei Luoghi Celesti. “ALZATI” ti dice.  La Sposa deve alzarsi dallo scoraggiamento e dalla schiavitu'

Proverbi 6:5: “Lìberati come il capriolo dalla mano del cacciatore, come l'uccello dalla mano dell'uccellatore”.

ALZATI”.  Ella deve levarsi, deve tirarsi su e prendere una posizione ferma.  Deve uscire dall'oscurita' e dall'inattivita.

ALZATI”. Prendi posizione contro il diavolo che vuole tenerti lì facendoti dire che cio' non può essere per te, tu non sei abbastanza buono, non sei come tizio e caio.

“ALZATI”. C'è una potenza che opera in te ed è la potenza del Cristo Risorto.

Romani 8:11: “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi”.

Colui che dimora in noi e' Gesu' risorto. La Resurrezione è già in noi. La Sua chiamata del momento è di levarci in potenza ed autorità, non solo per il servizio, ma anche per combattimento spirituale.

E' una chiamata a vivere nel regno del miracoloso. Egli vuole che facciamo le opere più grandi che ha detto che avremmo fatto. Questo è il Suo piano! Vuole che noi causiamo grandi problemi al regno delle tenebre. E' una chiamata a scoprire quella Potenza che OPERA in noi.

Efesini 3:20: “Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo,  a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen”.

“Vieni con Me”. E' un invito ad avere comunione profonda dove Egli condividerà con noi il Suo cuore, i Suoi piani ed i Suoi scopi. E' un invito ad aprirci l'uno con l'altro.  Quando dice, “Vieni con Me”, il Signore dichiara, Io voglio uno che non brama solo le Mie benedizioni, ma che desidera avere comunione,  e desidera andare dove IO voglio andare.

E' scritto che Enoc “camminò” con Dio. Egli andò dove il Signore andava.

La Bibbia ci dice anche che c'è un gruppo di di persone che “seguono l'Agnello dovunque Egli va”  (Apocalisse 14:4).  E' il corteggio degli eletti. Essi sono i rimanenti, coloro che furono  “riscattati dalla terra” e “dagli uomini”. Sono cioe' coloro che vivono al di la' delle cose terrene e che si sono separati a Dio.

“Vieni con Me” – E' un invito ad avere amicizia (che e' la base per il profetico), poiche' non c'è via migliore di divenire amico con qualcuno, se non di camminare costantemente con lui.

Il costante camminare con il Signore trasformò Enoc al punto che “egli non era”. Era divenuto tanto simile al suo amico Gesu', che perse la sua propria identità. Egli non era;  era così diminuito mentre Gesù cresceva, che non lo si poté più trovare.

Vieni con Me – E' un invito a fermarsi dal fare le nostre proprie cose. Un invito a raggiungere il posto dove vogliamo fare quello che Lui sta facendo e dove vogliamo  imparare ad operare nel regno della fede e non più in quello dell'intelletto o del ragionamento.

Bill Johnson, nel suo libro “When Heaven invades the earth”, dice: “Quando sottomettiamo le cose di Dio alla mente, il risultato è religione ed incredulità. Quando sottomettiamo la mente alle cose di Dio, ci ritroviamo con fede e mente rinnovata”.

La Bibbia ci esorta a non appoggiarci sulla nostra comprensione. Molto di ciò che facciamo è il risultato di ragionamenti, atti di follia, idee e macchinazioni animate da energia carnale piuttosto che dalla potenza dello Spirito Santo.

“….poiché, ecco, l'inverno è passato….”

L'inverno della chiesa è passato – Non percepisci un cambiamento nelle tue circostanze?

La stagione lunga, buia, fredda e sterile che molti di noi hanno sperimentato negli anni passati, è superata.  Ciò che l'inverno doveva eseguire e' stato realizzato.

Puoi sentire il Signore che ti dice: “ il periodo della tua prova, durante il quale il tuo io doveva morire,  è terminato.”

Per conoscere la Sua Resurrezione ci deve essere stata una morte. L'inverno ha fatto morire una buona parte nostra natura carnale.  Come il seme sepolto sotto terra durante i mesi freddi, tu hai subito un cambiamento profondo.  Un seme passa attraverso una trasformazione totale e riemerge in primavera radicalmente  diverso da quello che era al tempo della sepoltura.

Romani 6:4-5: “Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Perché se siamo stati totalmente uniti a lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua”.

La Chiesa ha avuto (e sta avendo) molte potature. E' stato un lungo periodo di sterilita' e di perdite per alcuni di noi.  Alcune piante muoiono in inverno ed altre che sembrano morte  vengono alla vita solo all'inizio della primavera.  La bellezza della primavera è accresciuta dall'esistenza dell'inverno. E' vero che il freddo uccide ciò che ha bisogno di morire e che la potatura rende la pianta sterile, tuttavia questo e' il procedimento che viene prima della fecondità.

L' oscurità dell'inverno porta grandi cambiamenti in primavera, seguiti dalla raccolta del frutto, nel suo giusto tempo.

Il saltare menzionato in questo brano biblico ci parla di una transizione veloce.

Semplicemente con un salto ci possiamo trovare da dove siamo a dove stiamo andando.  Qualunque cosa, qualunque dolore e qualunque avversità, che Egli ha permesso avvenisse in noi, è inteso per sviluppare in noi piedi di cerbiatto, affinché possiamo effettuare il salto di transizione.

“….il tempo delle piogge è finito e se n'è andato…”

Lo scrittore sta parlando della pioggia d'inverno che spesso causa inondazioni con perdite di case, possessioni e vite umane; una pioggia che porta distruzione e desolazione.   Nondimeno il Signore dice:

Avverrà per me come delle acque di Noè; poiché, come giurai che le acque di Noè non si sarebbero più sparse sopra la terra, così io giuro di non irritarmi più contro di te,di non minacciarti più.  Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso», dice il SIGNORE, che ha pietà di te.  «O afflitta, sbattuta dalla tempesta, sconsolata, ecco, io incasserò le tue pietre nell'antimonio, e ti fonderò sopra zaffiri”. Isaia 54:9-11.

Bellezza e pregio vengono fuori dalla tua vita, La GLORIA del Signore rivelata in te!

Romani 8:18: “Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro riguardo”.

“…i fiori spuntano sulla terra, il tempo del canto è giunto, e la voce della tortora si fa udire nella nostra campagna 

Durante l'inverno i fiori muoiono e gli uccelli soffrono, ma quando l'inverno è passato, essi dimenticano le durezze della stagione fredda e cantano con gioia. Questi sono tempi di restaurazione. E' la stagione dell'amore.  Dimentichiamo l'inverno e cantiamo un nuovo canto al Signore.

“Il fico ha messo i suoi frutti, le viti fiorite esalano il loro profumo. Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni

I fichi appaiono molto presto sull'albero, anche prima delle foglie; essi sono verdi, ma ci dicono che l'estate è vicina. Con l'estate viene il tempo del raccolto!

Il tempo del raccolto si sta avvicinando velocemente; l'albero del fico, che rappresenta Israele,  è la prova di questo.  Il popolo d'Israele sta venendo alla maturazione; sta per aprirsi cioe' a ricevere il Messiah.

La Vite punta invece alla Chiesa.  Essa e' formata da coloro che dimorano nella Vite (Gesu'). Ebbene, essa sta cominciando a mostrare frutto e a dare un buon profumo.

Nota interessante : Il profumo della vite allontana i serpenti.  Satana e I suoi demoni non sono impressionati dai nostri strilli verso di loro, ma tremano davanti ad una vita connessa alla Vite.

La vita connessa alla Vite è il credente che cammina in stretta relazione con il Signore.  L'intimità quindi è l'arma segreta per il combattimento spirituale. Il combattimento spirituale non può essere separato dall'intimità.

(Più avanti, sempre in Cantico dei Cantici, al capitolo 6, verso 4, il re Salomone paragona la Sposa ad un esercito a bandiere spiegate).

Di nuovo Egli dice : “Vieni via”. Ma vieni via doveSulla cima del monte, ove Gesu' salta e balza.

I monti sono luoghi di esperienza spirituale e di incontri indimenticabili con Dio.

Abraamo incontrò Jehovah-jireh o il Signore che provvede, sulla cima del Monte Moria. Mosè ebbe un incontro con Dio attraverso il pruno ardente sul Monte Horeb. Anche Elia incontrò il Signore sullo stesso Monte.

Di nuovo, Mosè incontrò Dio come il datore della Legge sul Monte Sinai.

Gesù andò spesso sul monte per incontrare ed essere solo con il Padre. Egli ascese in cielo dal Monte degli Ulivi e ritornerà sullo stesso monte.

I monti sono anche un posto naturale per avere visioni.

Apocalisse 21:10: “Egli mi trasportò in spirito su una grande e alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio”.

Raggiungere questi punti di visione richiede la separazione dal “buono” per ottenere la conoscenza del “meglio”. Dobbiamo abbandonare i pesi, cioe' le cose che non provengono dallo Spirito, per salire senza impedimenti verso questo posto di unione con Lui, da dove Egli opera i Suoi disegni per gli ultimi tempi.

Forse saremo costretti a rinunciare ad amicizie e rapporti.  E' possibile che dovremo salire da soli, ma per coloro che lo fanno c'è una ricompensa: visione illimitata.  Da qui puoi vedere l'orizzonte, puoi vedere lo Spirito di Dio muoversi e puoi avere una prospettiva delle cose che coloro che rimangono sotto non hanno.

Sul monte Pietro, Giacomo e Giovanni videro la gloria di Dio sul volto di Gesù.   Essi videro Gesù nel Suo stato glorificato. Anche noi dobbiamo vederLo così se vogliamo essere come Lui e muoverci in Potenza insieme a Lui.

Per anni sono stata curiosa di comprendere il significato di 1 Giovanni 3:2: “Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è”.

Noi dobbiamo vederLo come Egli E' ora e non semplicemente come era allora,  quando camminava su questa terra.

Non Lo vedremo come Egli “è”, fino a che non sara' manifestato. Questa parola, nella lingua originale greca,  e' “Phaneroo” che significa “manifestato” per rivelazione.

Ci ricorda la storia di Elia ed Eliseo (2 Re 2:10-14).

Eliseo aveva seguito Elia per tutto il cammino. Lo aveva seguito a Ghilgal (il posto delle attività, perché Ghilgal significa “rotolare”), poi, lo aveva seguito a Bethel  o “casa di Dio” (posto di preghiera ed adorazione), poi, a Gerico o posto difficile (periodi di prove e tribulazioni) e di nuovo al Giordano il posto di discesa o “umiliazione” (meno di me, più di Dio).  Dopo tutto questo, venne il tempo quando Eliseo chiese di avere il mantello di Elia e la doppia porzione del suo Spirito. Elia gli disse che se lui lo vedeva ascendere in alto, la sua richiesta sarebbe stata esaudita.

Mentre continuavano a camminare, Eliseo vide Elia salire in cielo in un turbine.  Egli vide un carro di fuoco e dei cavalli di fuoco. In altre parole vide un'immagine di conquista, di vittoria e trionfo. Vide il Vincitore!

Molti di noi sono stati negli stessi posti con Gesù, e anche noi, come Eliseo, abbiamo bisogno di avere un incontro con Colui che sali' in cielo vincitore.  Abbiamo bisogno di avere una rivelazione di Gesù, così come è descritto in Apocalisse 1: 13-18, e in Apocalisse 19:11-16.

Giovanni, sull'isola di Patmos vide il Signore come Egli è ora. Egli vide l'Altissimo, il conquistatore seduto vittorioso alla destra del Padre.

ll discepolo diletto aveva percorso le strade di Galilea con Lui, aveva posto il capo sul suo petto, Lo aveva visto sanguinante, umiliato e ferito sulla Croce. Conosceva Gesu' com' era, ma ora vede Gesù com'e'.   La visione è così gloriosa che non riesce a rimanere in piedi. Poi Giovanni fu chiamato a salire su dove Gesù è.  Da quell'altezza  egli vede - con una prospettiva differente -  sempre più lontano nell'orizzonte del tempo.

I discepoli e i seguaci di Gesu' - dopo la Sua morte e Resurrezione - videro il Signore salire in cielo in tutta la Sua gloria.  Dopodiché aspettarono nell'alto solaio fino a che il mantello di Gesù venne su di loro con potenza.

Pietro, Giacomo e Giovanni dopo l'esperienza della trasfigurazione sul monte, tornarono giù per affrontare il demoniaco.  Noi oggi, ci dobbiamo confrontare con il potere delle tenebre, la stregoneria, magia occulta, ed ogni specie di dottrina diabolica. Per questo, abbiamo bisogno di vederLo come Egli “è!

Vieni a Me, vieni qua su”. Questa è la chiamata. Coloro che vogliono rispondere sono coloro che sono affamati per avere di più, coloro che non possono più riposare sulla sicurezza delle esperienze del passato.

Ma come facciamo ad andare su?  Isaia ci mostra come al capitolo 40 versetto 31. “...ma quelli che sperano nell'Eterno acquistano nuove forze, s'innalzano con ali come aquile, corrono senza stancarsi e camminano senza affaticarsi.”

Un altro modo e' l'adorazione, specialmente quella che si offre al Signore nel mezzo di circostanze difficili, quando l'adorazione diventa un sacrificio.

Questo mi fa pensare ad Ester – lei aveva preparato un banchetto costoso e sontuoso per il re, alla presenza del suo peggior nemico (Ester, capitolo 5). Ella inebriò il re con la sua adorazione stravagante e questo portò il nemico alla sconfitta (Haman fu impiccato).

Satana vuole essere lodato. Fu lui che guidò l'adorazione sul Monte Santo di Dio (Ezechiele 28:14),  percio' la misura della sua sconfitta e' proporzionata alla misura di adorazione che noi offriamo al nostro Dio.

Scalare la montagna non è facile, ci vuole tempo, sforzo e rischio.  Il terreno potrebbe essere scivoloso,  la salita ripida, e si potrebbe soffrire di vertigini. L'orgoglio potrebbe farci cadere giù, nel precipizio.  Per rimanere umili, e' importante trovare una grotta qua' e la' ove riposare e adorare.

Le montagne sono piene di crepacci e caverne. Questi sono luoghi nascosti. Davide passò molto tempo nelle caverne, nascosto e protetto dai suoi nemici. Questi sono posti segreti che facilitano anche l'intimita'.

La Bibbia non ce lo dice, ma io sono sicura che Davide adorò il Signore nella caverna,  il posto dove il nemico non poteva toccarlo.

Anche Gedeone conosceva un posto così.  Quando i Madianiti invasero la terra e rubavano al popolo il grano prezioso, Gedeone trebbiò il grano nel ”torchio” e non nel posto normale e più ovvio.  Egli era abbastanza acuto per sapere che il nemico non avrebbe pensato che il grano si trebbiasse in un torchio.  E Dio lo chiamò  “potente guerriero”.  Qual'era il segreto della sua forza militare? Egli sapeva dove nascondersi.  Noi dobbiamo imparare a nasconderci al “riparo dell'Altissimo” (Salmo 91).  Da quel posto, “all'ombra dell'Onnipotente”, noi cammineremo sul leone e sull'aspide, calpesteremo il leoncello e il dragone (versetto 13).

Non si può separare intimità dal combattimento spirituale!

“Mia colomba, che stai nelle fessure delle rocce, nel nascondiglio delle balze, mostrami il tuo viso, fammi udire la tua voce; poiché la tua voce è soave, e il tuo viso è bello”.

Il nostro luogo segreto è Gesù. La Roccia è Gesù e la fenditura in cui ci nascondiamo è la Croce.

Giovanni 19:34 : “…ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua”.

Sulla Croce la Roccia Gesù fu forata. Questo è il posto da dove venne la Sua Sposa (così come Eva venne dal fianco di Adamo).

Dimorare nella fenditura della Roccia allora, significa vivere la vita crocifissa, una vita di rinuncia a se stessi, come in Matteo 16:24 : Allora Gesù disse ai Suoi discepoli: Se uno vuole venire dietro a Me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua”.

Significa anche che la Sposa ha permesso allo Spirito Santo di perfezionarla mediante  l'opera della Croce.  Da quel posto la nostra adorazione è preziosa al Signore.  Da quel posto la nostra voce Gli è dolce ed il nostro viso bello.

Questo è anche il posto, vicini Suo fianco dove – come sua moglie – assumiamo il ruolo regale.

Questa fenditura della roccia è chiamata “il luogo segreto delle scale”. Vi sono molti luoghi segreti quando saliamo. Come nella scala di Giacobbe, ogni gradino è una rivelazione progressiva di Gesù, così che mentre ascendiamo nella Sua conoscenza, discendiamo con provvidenze per l'umanità.

Dobbiamo fare una scelta, ed è quella di non rimanere dove siamo stati per così lungo tempo, dietro un muro con finestre. Lì siamo rimasti a guardare senza partecipare come l'uomo paralizzato che,  giorno dopo giorno giaceva alla porta chiamata “Bella”, guardando le bellezze del tempio ma mai in grado di entrarvi. Un giorno egli udi' il comando di Pietro e Giovanni, “Nel Nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina!”

Con il comando viene la fede. “Di'  soltanto una Parola”, disse il centurione a Gesù, “ed il mio servo sarà guarito”. “Stendi la tua mano”, disse Gesù all'uomo con la mano rattrappita ed egli ottenne la fede per farlo.

Quando l'uomo alla porta del tempio udì la parola detta da Pietro, la fede entrò nel suo cuore.   D'un salto si rizzò in piedi e camminando e saltando entrò in quello che Dio stava facendo nel tempio.

Hai udito oggi, la voce del tuo diletto che ti chiama : “Alzati e vieni”? 

Laura Pedota

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