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AFFLIZIONI

Nell'ultimo decennio  ho incontrato tanti credenti che  hanno affrontato (o stanno affrontando) esperienze dolorose di vario genere: fisico, spirituale ed emotivo.  Questi sono tempi di prove e di raffinamento per coloro che appartengon al Corpo di Cristo.

Esaminando  le mie prove personali, io ho imparato molto sulle le vie ed i propositi di Dio  attraverso la sofferenza.  Vorrei, quindi,   condividere alcune di queste mie  intuizioni  affinche'coloro che leggono, possano  trovare  una forma di conforto al  loro dolore.

Molte volte Dio non ci risparmia dalla sofferenza.  Alcune pene vengono dalla Sua mano  ed hanno un fine eterno nell'ambito dei Suoi piani.

Secondo cio' che si legge in Romani 8:29,  Dio intende  conformarci all'immagine di Suo Figlio. La sofferenza gioca un grande ruolo nella realizzazione di questo disegno divino.

1 Pietro 4: 12-13   Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella manifestazione della Sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. (Enfasi aggiunta)

Pietro ci dice che le prove del fuoco sono una normale esperienza Cristiana; non c'è nulla di strano in esse! Il fuoco di Dio arriva per metterci alla prova e purificarci  sino a che l'Immagine di Suo Figlio non sarà plasmata in noi e la Sua Gloria si possa vedere. “…Cristo in voi, la Speranza della gloria…”(Colossesi 1:27).

La “gloria” non è altro che la natura di Dio.  Quando Mosè chiese a Dio di mostrargli la Sua gloria, Dio gli rispose: “Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te. Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà”.  Esodo 33:19 (Enfasi aggiunta).

Il Signore è buono, caritatevole e pietoso: essere nella Sua immagine, quindi, significa avere l'esatta natura e le qualità di Dio riprodotte nella nostra vita.  A questo proposito, e' stato detto: “La nostra teologia deve diventare una biografia”.

Dio avrà una moltitudine di persone attraverso le quali Si manifesterà al mondo. Le sofferenze, quando producono una trasformazione di carattere, daranno origine ad un popolo  che risplende della bellezza di Gesù.

LA SOFFERENZA CI PURIFICA

Malachia profetizzò che il  Signore sarebbe entrato nel Suo Tempio come un fuoco  d'affinatore e  come  la soda dei lavandai per purificare il Suo Popolo come si affina
l'oro e l'argento.

Mal. 3:3 : “… E SIEDERA' per fondere e purificare l'argento..”

Il Tempio e' il  luogo ove dimora la presenza di Dio.  Il Signore dimora nel cuore e nella vita di coloro che credono in Lui  – individualmente e corporativamente, ( non  sapete voi che siete il Tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? – 1  Corinzi 3:16).  Egli desidera quindi riempire il Suo Popolo della Sua gloria.

Il profeta dice che il Signore SIEDERA' come  un raffinatore d'oro. Nella  realtà terrena la persona incaricata alla raffinatura deve tenere i processi  depurativi sotto costante controllo. La temperature deve essere quella giusta : non troppo calda o non calda abbastanza.  Le scorie che vengono in superficie  devono  essere  scremate.  Questo richiede concentrazione, attenzione e tempo.  Quindi  egli siede.   Egli non ha fretta. Si prenderà tutto il tempo necessario fino a che il prezioso metallo sarà chiaro al punto da poter vedere la Propria Immagine riflessa in esso.

Dio ha il controllo delle nostre prove e tribolazioni.  Egli è un Padre amorevole, troppo saggio per fare errori e troppo tenero per essere crudele.  Egli non permetterà che noi siamo sottoposti a delle prove che non possiamo sopportare.  ( 1Corinzi 10:13)  ma Egli ci  mettera' alla prova fino al limite della nostra tolleranza in modo che nella nostra rottura noi possiamo sperimentare la Sua consolazione e nella nostra debolezza, la Sua forza.  Così apprendiamo come  estendere la Sua consolazione agli altri che soffrono.

Salmo 85:5           “Benedetto è l'uomo la cui forza è in Te”
Ebrei 11:34           “… trassero forza dalla debolezza…”
2 Corinzi 12:9       “la mia potenza è portata a compimento nella debolezza…”

LA SOFFERENZA METTE ALLA PROVA LA NOSTRA FEDE

Luca  18:8 “…ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra? “

Qualche volta Dio permette a Satana di vagliarci come fece con Pietro.  Egli ci toglie ogni fonte di  fiducia e di  sicurezza  e si allontana da noi.  Fa orecchie  da mercante   ai nostri pianti  (o perlomeno  così sembra).  Le promesse che abbiamo atteso restano inesaudite. La sensazione della Sua presenza viene rimossa.  Egli si nasconde a noi ed è silenzioso.  Sta sviluppando la nostra fede.

Una volta ho letto da qualche parte che la fede non è vera fede fino a che non diviene la sola cosa che ci rimane.

Gesù non ha risparmiato delle prove severe a Pietro,  ma gli ha detto “…ho pregato perché la tua  fede non venga meno…”

In Ebrei 11: 35-39 si riporta un elenco di persone la cui fede non ha fallito
“….altri furono torturati, altri ancora subirono scherni e flagelli e anche catene e prigionia; furono lapidati, segati, tentati, morirono uccisi di spada, …eppure tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza mediante la fede, non ottennero la promessa…”

Questo è il genere di fede che può avere fiducia in Dio e che dona pace anche di fronte alla morte.  E' la fede dei martiri. E' la fede che non si sente offesa da Dio e continua ad avere fiducia in Lui anche quando  la liberazione non arriva nella maniera che ci apsettavamo.  E' la fede di Giobbe  che, quando messo alla prova dalla sofferenza, disse”ecco, mi uccida pure! Oh, continuero' a sperare…”  Grazie alla sua fede,  anche se ancora nella sofferenza, Giobbe ebbe una rivelazione di Dio  piu' gloriosa di quella di un miracolo.  Questa e'  la fede trionfante di 1Giovanni 5:4 “ … e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.”.

LA SOFFERENZA MATURA L'UMILTA'

1 Pietro 5:5-7 “…perché Dio  resiste ai superbi ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio affinché Egli v'innalzi  al tempo opportuno, gettando su di Lui ogni vostra sollecitudine perché Egli ha cura di voi.

Filippesi 2:5-11 “ Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Gesù Cristo, il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi per essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell'esteriore simile ad un uomo, umiliò se stesso divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Perciò  anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome  affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

L'alterigia distruggerà la nostra prolificità nel regno.  Dio non può usarci perché Egli non dividerà la Sua gloria con nessuno.  Quindi, la Sua amorevole  mano educativa permetterà alla sofferenza di mettere in risalto le motivazioni arroganti del nostro cuore.  L'umiltà arriva  quando ci pentiamo e permettiamo al Suo fuoco  di romperci  e plasmarci.  Se ci sottomettiamo alle “rotture”  lo Spirito Santo ci condurrà alla fecondità  spirituale.  La liberazione  della vita di Cristo in noi può avvenire solo attraverso  la contrizione che  infrange tutti i desideri della propria carne.

Una persona che non e' mai stata rotta è piena di sé, dei suoi programmi , delle sue ambizioni e aspirazioni. Questo è il “vaso di argilla” in cui il mondo ci ha  plasmati.  Dopo l' arrivo del peccato, l'umanità  fu privata dell'immagine di Dio (Romani 3:23).  Dio, nostro Padre, che è il vasaio celeste, deve distruggere il recipiente d'argilla forgiato dall'immoralità, l'idolatria,  la paura, l'indipendenza,  l'auto-sufficienza, ecc.  per  creare un vaso nuovo  che possa riempire con Se Stesso  (Geremia 18:4-6).

La Bibbia dice che dopo il doloroso processo di umiliazione,  al tempo opportuno,  Dio ci  innalzerà.  Un attento esame della Scrittura rivela che , questa esaltazione avviene sotto forma di una  maggior liberazione della Sua autorità che è proporzionata al grado della nostra umiliazione: Gesù venne innalzato al posto più alto (un nome sopra tutti i nomi) perché Egli discese a quello piu' basso.  La Sua umiliazione fu d'infimo grado.

Un giorno, la madre di due discepoli desiderò dal Signore che i suoi due figli sedessero nel Suo regno uno alla Sua destra e l'altro alla Sua sinistra. Gesù rispose: “«Voi non sapete ciò che domandate, potete voi bere il calice che io sto per bere, ed essere battezzati del battesimo di cui io sarò battezzato?».( Matteo 20:22).  Gesù si riferiva alla Croce quando bevve il calice della sofferenza e sperimentò il fuoco dell'ira di Dio contro il peccato.

Noi tutti vogliamo esercitare il potere e l'autorità di Dio, vogliamo occupare un posto rilevante e di grande importanza, ma siamo disposti a pagare il prezzo, ad abbracciare la croce ed a camminare sul sentiero dell'umiltà lastricato di dolore?

LA SOFFERENZA METTE ALLA PROVA LA PAROLA DI DIO

Salmo 18:30  La via di Dio è perfetta; la parola dell'Eterno è purificata col fuoco; egli è lo scudo di tutti coloro che si rifugiano in lui

Proverbi. 30:5 “ Ogni parola di DIO è raffinata col fuoco: egli è uno scudo per chi si rifugia in lui

Salmi 19:7 “… la testimonianza dell'ETERNO è verace….”

“Spesso i nostri piedi camminano sul sentiero della tribolazione specialmente dopo che abbiamo  ricevuto  la promessa che qualcosa di speciale sta per accadere” (Anonimo). 

Questo serve ad insegnarci a camminare per fede nelle Sue Promesse e non secondo cio' che vediamo con gli occhi della carne.

Gesù una volta disse ai Suoi discepoli di salire in  barca,  attraversare il lago ed incontrarLo sull'altra sponda.  I Suoi seguaci udirono la Sua Parola ma non appena un temporale si riversò sulle acque, essi  furono ripieni di paura, di dubbio e di disperazione.

Quando il temporale della vita imperversa intorno a noi,  quando le circostanze ci fanno pensare che e' impossibile che le promesse di Dio possano adempirsi,  quando l'attendere per esse è stata lunghissimo e non si e' piu' consci della Sua presenza,  e' facile affogare nelle acque della disperazione.  Tuttavia, se ci teniamo fortemente attaccati a quella promessa,  resistendo la tentazione di arrenderci e di ricercare altrove una soluzione,  allora scopriremo che la Parola  solamente – accompagnata da nientre altro - è sufficiente a sostenerci e a portarci sull'altra riva.

LA SOFFERENZA SVILUPPA L'AMORE DI DIO  (AGAPE)

Dio è  amore (Giovanni 4:8). Per essere fatti all' immagine di Dio dobbiamo amare come Dio ama.  Il nome di questo tipo di amore è Agape.  Dire Agape e dire Dio e' la stessa cosa, in quanto  riguarda la sua natura.  Agape non si riferisce a quello che Dio fa, ma a quello che Egli è.  Giovanni non dice “Dio ama” ma “Dio e' amore (agape)” L'Eterno non può far altro che amare.  E' come il sole che risplende  in cielo: dove c'è il sole  c'è  lo splendore; queste due realta' non si possono separare.

Agape è incondizionato, altruista; esso concede  senza discriminazione così come il sole splende sui fiori e  anche sul sudiciume.

Darsi senza discriminazione vuol dire soffrire:  Dio ci ha amato dando se stesso e questo Gli ha causato tanto dolore.  La sofferenza, quindi, è l'elemento  essenziale di Agape che – a differenza dell'affetto naturale – si deve apprendere attraverso molte prove e tribolazioni fino a che possiamo soffrire al posto di altri senza  risentimento.  Gesù  ha dimostrato questo sulla croce quando ha detto “Padre perdonali” mentre Gli venivano inflitti dolore, vergogna, scherno e  ripulsa.  Quindi, poiché Gesù perdonò quelli che lo stavano crocifiggendo, Dio poté  sentirsi libero di dimostrare misericordia nei confronti  dei malfattori in modo che il peccatore potesse riconciliarsi con Lui. ( Se Gesù non avesse perdonato,  Dio avrebbe dovuto agire con giustizia verso il colpeole che meritava la sentenza di morte).

La sofferenza in sé, quindi, non ha alcun valore;  è la nostra reazione  alla sofferenza che ha valore eterno.  Dio permetterà quindi che siamo sottoposti alle prove per insegnarci a reagire ad esse come fa Lui.

COME TRIONFARE NELLA SOFFERENZA  

Non sciupiamo i nostri dolori. Teniamo a mente che “…noi siamo opera Sua creati in Cristo Gesú per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.” (Efesini  2:10),  ecco perché veniamo passati al setaccio .  Fiduciosi nel Suo amore, accettiamo dalla Sua mano tutte le circostanze imbarazzanti.  Arrendendoci alla Sua perfetta volontà, cooperiamo nel Suo delicato lavoro di armonizzazione fino a che il Suo scopo sarà realizzato in noi.

I  seguenti suggerimenti  ci aiuteranno ad essere trionfanti  nel mezzo delle circostanze avverse:

  1. 1.Impara a vedere Gesù  nella tua fornace. Tu non sei mai solo.  Nonostante la sofferenza, Dio non e' cambiato: e'lo stesso Dio e lo stesso amore.  Stai attraversando momenti difficili ma il Suo amore rimane costante.  Egli ti sta semplicmente staccando dalle tue situazioni  con l'attirarti a Sé per  annetterti  alla  Suo potenza e  alla Sua unzione.
  2. Resta fermo sulla Parola che Egli ti ha dato, anche quando non ci sono evidenze del Suo convolgimento nella tua situazione.  Ricorda: i fatti non sono la verità… la Sua Parola è verità.  Perciò, non credere nel tuo stato di cose  o nelle tue sensazioni  ma  aggrappati alla verità della Sua Parola.
  3. Confessa chi sei in Cristo (il Suo figlio, la pupilla dei Suoi occhi, un erede e un co-erede con Gesù Cristo, la giustizia di Dio in Gesù Cristo, il redento del Signore, più che conquistatore in Gesù Cristo, la Sua opera, ecc.)
  4. RingraziaLo per quello che sta facendo in te e per la gloria che sarà manifestata. RingraziaLo per tutte le persone  che ti hanno fatto del male, per quelle che sono state o sono  cattive con te.  Esse sono il Suo strumento per prepararti ad  una gloria eterna.

    “…Ecco io ho creato il  fabbro che soffia sulle braci” ed  “ho pure creato il devastatore per distruggere” (Isaia 54:16).  Egli e' al controllo della situazione.
  5. Considera il tuo dolore come il mezzo per entrare nel cuore di Dio, per provare  quello che Egli prova.  Un apostata, un figlio o una figlia ribelle ci  faranno condividere quello che sente Dio nei  confronti dell' anima persa.
  6. Prega per gli altri nel  mondo che stanno affrontando le tue stesse prove. Così sconfiggerai Satana che vuole toglierci  la nostra arma più potente: la preghiera!
  7. Chiedi: cosa vuoi che io impari? “Quale errato atteggiamento o ragionamento  vuoi  rivelare in me? Prega come fece David “ Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore provami e conosci i miei pensieri e vedi se vi è in me alcuna via iniqua e guidami per la via eterna” (Salmo 139: 23.24).
  8. Benedici la tua  situazione e non bestemmiare. Non adagiarti  sulla tua  comprensione di quello che è buono o di quello che non lo è: smetti di mangiare il frutto della conoscenza  del bene e del male. Rammenta il passaggio in Romani 8:28-29 “ Tutte” le cose cooperano per il bene… le situazioni negative e quelle positive. E' necessario avere due poli, uno negativo ed uno positivo, per avere un flusso di corrente elettrica. Così è anche  nello spirito: abbiamo bisogno delle esperienze positive ed anche di quelle negative perché la vita di Dio fluisca attraverso di noi.
  9. Quando siamo nella profonda disperazione, scoraggiamento, sconforto, facciamo appello alla misericordia di Dio. Quando il profeta Geremia si trovò in tale stato, egli ricordò la sola cosa che rinnova la speranza  persa: “…E' una grazia dell'Eterno che non siamo stati interamente distrutti perché le Sue compassioni  non sono esaurite.  Si rinnovano ogni mattina: grande è la Tua fedeltà” (Lamentazioni 3:21-23)
  10. Prega per i tuoi nemici (Matteo 5:44)
  11. Loda…loda…loda.  Gioisci nella Sua Parola.  Avvicinati di più a Lui in intimità spirituale. La nostra gioia è la nostra comunione con Gesù durante la nostra sofferenza.  Lì troveremo la forza perché la GIOIA del Signore è la nostra forza.
  12. Aspettati  un' amplificazione .  Le prove e le tribolazioni, quando avranno completato il loro lavoro, produrranno una piu' grande rivelazione di te a te stesso,  una piu' grande rivelazione di Dio ed una più grande ministero verso gli  altri.
  13. Infine, caro figlio di Dio, ricorda che la volontà di Dio non ti condurrà mai dove la Sua Grazia non può sostenerti.  LA SUA GRAZIA E' SUFFICIENTE.

Laura Pedota
Traduzione dall'inglese di Teresa Astazi

Una delle definizioni della parola “grazia” e' la potenza o la capacita' che Dio dona gratuitamente per poter fare o sopportare qualcosa che non potremmo fare o sopportare altrimenti.

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